Vittoria incredibile di Virginia Raggi. L’ex sindaca esulta così con i cittadini – Ecco cosa è accaduto

Il Consiglio di Stato conferma la legittimità del Regolamento NCC voluto dall’ex sindaca Virginia Raggi

Recentemente, il Consiglio di Stato ha emesso una sentenza che conferma la validità del regolamento adottato nel 2021 dall’allora sindaca di Roma, Virginia Raggi, riguardante il servizio di Noleggio con Conducente (NCC). Questa decisione rappresenta un riconoscimento significativo delle misure introdotte per regolamentare l’accesso degli NCC nel territorio capitolino.

Contesto e obiettivi del Regolamento NCC

Nel 2021, l’amministrazione guidata da Virginia Raggi ha introdotto un regolamento volto a disciplinare il servizio pubblico non di linea, in particolare gli NCC. Questi veicoli, spesso van di colore scuro utilizzati per il trasporto di turisti nel centro di Roma, operano parallelamente ai taxi. Una peculiarità del servizio NCC è la possibilità di ottenere licenze sia all’interno che all’esterno di Roma, con costi inferiori per le autorizzazioni rilasciate da altri comuni. Tuttavia, ciò ha portato a un aumento del numero di veicoli NCC provenienti da fuori città che operano nella Capitale, contribuendo alla congestione del traffico urbano.

Per affrontare questa problematica e garantire una circolazione più ordinata, il regolamento ha introdotto l’obbligo per gli NCC con licenza rilasciata da comuni diversi di richiedere un’autorizzazione specifica per operare a Roma. Questa misura mirava a controllare il numero di veicoli in circolazione e a prevenire il sovraffollamento delle strade cittadine.

Le contestazioni e il ricorso al Consiglio di Stato

L’introduzione del regolamento ha suscitato reazioni contrastanti. Alcune società di NCC hanno contestato le nuove disposizioni, ritenendole discriminatorie e lesive della libera concorrenza. Due di queste aziende hanno presentato ricorso, sostenendo che le restrizioni imposte limitassero ingiustamente la loro attività.

Il caso è stato inizialmente esaminato dal TAR del Lazio, che ha dichiarato inammissibile il ricorso. Successivamente, le società hanno appellato la decisione al Consiglio di Stato, che ha emesso la sua sentenza pochi giorni fa.

La sentenza del Consiglio di Stato

Il Consiglio di Stato ha respinto il ricorso, confermando la legittimità del regolamento adottato dall’amministrazione Raggi. Nella sentenza, il Consiglio ha sottolineato che le misure introdotte sono finalizzate a tutelare l’interesse pubblico, garantendo una circolazione stradale più ordinata e prevenendo il congestionamento del traffico. Inoltre, ha evidenziato che l’obbligo di richiedere un’autorizzazione specifica per gli NCC provenienti da altri comuni rappresenta un legittimo strumento di regolazione del traffico urbano, senza configurare una discriminazione ingiustificata.

Reazioni e implicazioni future

La decisione del Consiglio di Stato è stata accolta con soddisfazione da Virginia Raggi, che ha commentato sui social: “Per la serie ‘il tempo è galantuomo’, oggi vi voglio raccontare di una sentenza del Consiglio di Stato pubblicata pochi giorni fa che mi ha dato ragione sul nostro Regolamento NCC.” Questo esito rappresenta una conferma della bontà delle scelte adottate durante il suo mandato per regolamentare il settore degli NCC e migliorare la mobilità urbana.

Attualmente, si stima che circa 4.500 auto NCC provenienti da altri comuni circolino quotidianamente a Roma, a fronte di circa 1.000 licenze locali. Il Comune ha annunciato l’intenzione di rilasciare 2.000 nuove licenze NCC, ma l’iter è attualmente in attesa delle nuove normative del Ministero dei Trasporti.

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Conclusione

La sentenza del Consiglio di Stato rappresenta un importante precedente nella regolamentazione dei servizi di NCC a Roma, riaffermando il diritto delle amministrazioni locali di adottare misure volte a garantire un traffico più ordinato e una migliore qualità della vita per i cittadini. Questo caso evidenzia l’importanza di politiche urbane mirate e della pazienza nel vedere riconosciute le proprie scelte amministrative nel tempo.

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