Nuova polemica al Parlamento Europeo: il Movimento 5 Stelle accusa i dem di sostenere l’escalation militare
– Scoppia un nuovo caso politico al Parlamento Europeo. Danilo Della Valle, europarlamentare del Movimento 5 Stelle, ha duramente criticato una risoluzione approvata oggi dall’Aula di Strasburgo in merito al conflitto russo-ucraino, accusando apertamente cinque eurodeputati del Partito Democratico di aver votato, in dissenso con il loro gruppo, a favore di un emendamento promosso dall’estrema destra polacca, il partito conservatore PiS (Diritto e Giustizia), favorevole all’invio di nuovi sistemi d’arma all’Ucraina.
L’accusa di Della Valle: “Sostegno al riarmo, Pd vota con la destra estrema”
“La risoluzione approvata oggi dal Parlamento Europeo è l’ennesima vergogna – afferma Della Valle in una nota diffusa a margine del voto – che alimenta il conflitto russo-ucraino invece di aprire spiragli di pace”. Ma a fare ancora più rumore è il passaggio in cui il pentastellato accusa i dem italiani: “Sorprende, ma non troppo – dice – che cinque europarlamentari del Pd, in dissenso con il loro gruppo, abbiano votato a favore di un emendamento guerrafondaio presentato dall’estrema destra polacca, che ribadisce la richiesta di consegna immediata e in quantità significative di sistemi d’arma come i missili Taurus”.
Della Valle rincara la dose, sottolineando l’apparente incoerenza di chi “va in piazza a dire che non voterà mai con i fascisti” e poi in Aula sostiene emendamenti presentati dai gruppi ultraconservatori e sovranisti. “La maschera è caduta – aggiunge – e oggi si conferma chi sta davvero con la guerra e chi, come noi, chiede soluzioni diplomatiche”.
Il caso dell’emendamento su Israele: “Silenzio sui crimini di guerra di Tel Aviv”
Il parlamentare M5S denuncia poi un altro aspetto della risoluzione, quello legato ai crimini di guerra e alla Corte Penale Internazionale. “Sono inorridito – prosegue – per l’ennesima copertura politica che il Parlamento Europeo offre ai crimini israeliani. Sempre nella stessa risoluzione è stato bocciato un mio emendamento che chiedeva di inserire lo Stato di Israele, al pari della Russia, tra i Paesi i cui crimini di guerra devono essere perseguiti dalla Corte Penale Internazionale”.
Un’accusa pesante, che si inserisce in un contesto di tensione crescente nei rapporti tra l’Unione Europea e il governo israeliano, già sotto osservazione internazionale per la guerra nella Striscia di Gaza.
No al piano di riarmo europeo: “Pioggia di soldi alla Nato, briciole ai cittadini”
Della Valle conclude il suo intervento puntando il dito contro il nuovo piano di riarmo europeo, che la risoluzione ha indirettamente sostenuto: “Non è passato nemmeno il nostro emendamento contro il piano di riarmo europeo, all’esito del recente vertice Nato, che prevede un aumento smisurato delle spese militari, sottraendo risorse fondamentali a imprese, cittadini e amministrazioni locali”.
“Il Parlamento Europeo – denuncia il pentastellato – ha scelto ancora una volta la guerra, dimenticando che l’Unione Europea è nata per costruire la pace nel continente. È una deriva pericolosa, che rischia di spingere sempre più l’Europa in un ruolo di potenza militare e non più di forza diplomatica”.
La polemica politica è appena cominciata
Il voto di oggi rischia di alimentare una nuova spaccatura non solo tra i gruppi europei, ma anche all’interno della politica italiana. Non è escluso che nei prossimi giorni i cinque eurodeputati Pd tirati in ballo possano rispondere pubblicamente alle accuse di Della Valle, spiegando il motivo del loro voto a favore dell’emendamento polacco.
Sul tavolo restano i temi della guerra in Ucraina, del ruolo dell’Unione Europea nel conflitto, della posizione verso Israele e della spesa militare. La battaglia politica, dentro e fuori dall’Aula di Strasburgo, è destinata a proseguire.
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Il voto sul conflitto in Ucraina infiamma il Parlamento Europeo e riaccende le tensioni tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. L’accusa lanciata da Danilo Della Valle è pesantissima: cinque eurodeputati dem avrebbero votato con l’estrema destra polacca a favore di un emendamento che spinge per l’invio massiccio di armi a Kiev, smentendo così, secondo il M5S, la loro retorica antifascista e pacifista.
Al centro della polemica, però, non c’è solo l’Ucraina: il voto su Israele e la bocciatura degli emendamenti contro il piano di riarmo europeo allargano lo scontro a tutta la politica estera dell’Unione. Il M5S denuncia una “deriva bellicista” e accusa il Parlamento di tradire la vocazione pacifista dell’Europa.
Una frattura profonda che promette nuove scintille nei prossimi giorni, sia a Bruxelles che in Italia. E che conferma quanto il tema della guerra – tra Ucraina, Gaza e spese militari – resti una vera mina politica per tutto il centrosinistra europeo.



















